lunedì 1 maggio 2017

RENZI VINCE LE PRIMARIE LA ROMA PERDE IL DERBY ED IO DUNQUE FACCIO OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA,PER TORNARE A VINCERE

RENZI VINCE LE PRIMARIE LA ROMA PERDE IL DERBY ED IO DUNQUE FACCIO OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA,PER TORNARE A VINCERE



Tanto per non girarci intorno é stata una domenica impegnativa ma con risultati chiari:
La Roma perde meritatamente il derby ,Renzi vince nettamente le primarie.
 Ci sarà occasione per tornarci sopra con riflessioni ampie ma alla fine della giornata bisogna essere seri e rifarsi ai numeri. Punto.

Su Renzi ho scritto poco ( perché non mi piace soffermarmi su questioni personali,peraltro Renzi ho sempre detto a voce per iscritto é certamente leader ed è certamente dotato di talenti,soprattutto tattici,innegabili) ho scritto molto -per la mia idea sobria di politica-di primarie.
Ora sono finite. Nella mia visione politica regna un solo segretario per volta; la maggioranza ha non solo il diritto ma il DOVERE di proporre e decidere; il partito é uno ed unito, alla minoranza spetta fare proposte costruttive.
Sui numeri non avevo dubbi e su tutti i miei scritti su @ytali da mesi lo dico apertamente....in questo primo round delle primarie,se Renzi non faceva un passo indietro, partiva dall'80 per cento dei dirigenti e dei parlamentari.....
Spero per il bene del Pd e del Paese che il secondo turno delle primarie,per così dire,non si svolga con le elezioni politiche.....
Questo il motivo, futuro, ma apertamente detto  ieri e oggi per cui ho ritenuto-per qualcuno sbagliando anche sulll'eventuale tornaconto personale( ma mi conoscono poco allora)- per cui ho deciso di "scendere dal carro del vincitore".....
Non mi interessa che alcuni sono abbonati al carro del vincitore, che si chiami Veltroni o Bersani o Renzi...
E non mi interessa in funzione del congresso romano del Pd nel quale credo che servirà una "coalizione di non allineati" da contrapporre alla mozione unica di chi ci ha fatto perdere con Marino e poi con la Raggi e che é presente tra gli eletti ed i coordinatori di tutte e tre le mozioni.
Ne riparliamo allora.
Per ora un "bravissimo" al Pd,unico partito davvero in campo, ed ai suoi simpatizzanti ed elettori ed un in bocca al lupo al segretario eletto Matteo Renzi; un grande grazie ad Andrea Orlando per la sua campagna politica e morale. Ad Emiliano per essere rimasto nel Pd.

LA ROMA
Annuncio ufficialmente che da questo momento a parte la scherma che é parte di me  e per cui vado agli europei master partendo dal 68 esimo posto di ranking europeo e dal 25esimo posto nazionale dell'anno passato ( Chiavari 26 maggio e Belluno 4 giugno le date fatidiche....)seguirò con grande impegno solo il cricket di cui mi onoro di conoscere regole e spirito con particolare attenzione verso il Gloucestershire e l'Edgabaston, poiché é arrivato il momento di dire che la Roma se la si ama la sí discute, anche :
-la squadra non é attrezzata per vincere ma solo per arrivarci vicino poiché nelle partite decisive non ci mette il cuore;
-la squadra non ha una rosa sufficiente e la società e il mister fanno finta di niente;
- la "primavera", vincente da anni, viene usata solo per fare cassa e non per rinforzare la rosa della prima squadra come avveniva in passato;
La società é assente soprattutto quando servirebbe ricordare che le partite con la Lazio, il Napoli o di Europa League si vincono soprattutto all'andata e soprattutto prima di entrare in campo
-non sono più disposto, a quasi 55 anni, a piagnucolare sui rigori, sulla Juve ( che fa la Juve lo sappiamo), sulla sfortuna,sulle montagne russe ( siamo i campioni del mondo, siamo dei brocchi) dei giornali locali come il messaggero o il corriere dello sport

Di conseguenza non vi seguo per un anno come provvedimento disciplinare ,pronto a rivedere il giudizio se cambiate atteggiamento 

Questi i pensieri ,fecondi e costruttivi, di una domenica sera in cui ho perso a, come sempre, sono in piedi

Ad maiora

lunedì 3 aprile 2017

Congresso Pd . CONCLUSA LA PRIMA FASE ORA LA PAROLA ALLE VERE PRIMARIE


La prima fase tra gli iscritti si é chiusa con numeri molto positivi per la partecipazione . Come iscritto al Pd questo dato mi rallegra. A maggior ragione per Roma dove evidentemente le iscrizioni cominciano a somigliare davvero al popolo degli iscritti . Ma su Roma tornerò dopo.
Renzi ha vinto bene con oltre il 60 per cento dei voti e Andrea Orlando costituisce una minoranza rilevante con più di un quarto dei voti nel partito. 
Emiliano ,come era evidente, tra gli iscritti va meno bene.
Il dibattito c'é stato, il voto pure e tutti bisogna saper accettare il risultato.
Per chi come me ha scelto Andrea Orlando l'impegno é per le primarie del 30 aprile ma mi piace continuare a ragionare non da tifoso ,come ho sempre fatto nella mia vita:
- ho aderito alla mozione di Andrea Orlando perché mi ritrovo nell'idea, coniugata al futuro e non al passato della "ditta",di ricostruire un partito con una voglia di argomentare, sperimentare, avere una leadership plurale, queste ragioni non vengono meno in vista del voto del 30 aprile  e non verranno meno nemmeno dopo visto che so fare sia la maggioranza che la minoranza e solo Buttiglione ha provato a cacciarmi dal partito ( pure Sbardella ma parliamo della preistoria) ma é stato respinto con perdite....io non mi scindo e non me ne vado, anzi partecipo più attivamente alla costruzione comune del Pd;

- aderendo alla mozione Orlando sapevo bene a cosa andavo incontro: l'obiettivo per me é portare Renzi a dire più "noi"che "io" avendo una minoranza consistente che accetta la democrazia della maggioranza ma fa proposte  costruttive e radicali che l'eventuale segretario debba prendere in considerazione. Non mi stupiscono dunque i dati....sappiamo bene che nel 60 per cento ci sono anche coloro che pensano non sia il caso di ribellarsi oppure che sperano di essere risparmiati dalla rottamazione o che sono in disaccordo con Renzi ma non lo dicono e aspettano il momento opportuno....

- temo che la baldanza di Renzi porterà ( Dio non voglia per il Paese) ad un "effetto referendum"o "voto di Roma"e chi non voterà oggi contro Renzi alle primarie con sincerità lo farà poi nel segreto dell'urna alle elezioni punendo tutto il Pd esattamente come é successo a Roma dove il voto non é stato alla Raggi ma contro il Pd

- in un dipiú di proporzionale Renzi sarà premier solo se il Pd prendesse il 40 per cento da solo. In tutti gli altri casi ( nel disastroso Governo tecnico M5s Salvini, grande coalizione con Berlusconi, centrosinistra risicato) non gli sará possibile e dunque tornerà il ruolo del partito a cui anche i renziani più accesi sanno che Matteo non ha mai mostrato grande propensione ,per dirla elegantemente, tanto é che ha già indicato in Martina ( dispiace per Guerini e la Serracchiani) il vero segretario o plenipotenziario;

- per questi motivi , razionali, e rispettosi nei confronti di chi non la pensa come me, ho scelto in positivo uno che vuole davvero fare il segretario del partito ed eventualmente di far parte di una minoranza che non sta lí a disturbare o minacciare ,ma vuole costruire nuove aggregazioni e divenire maggioranza del partito domani per condividere le scelte con tutti, Renzi compreso.

E parliamo di Roma.
Io non ho votato Orlando per fare il congresso romano ma quello nazionale.
Su Roma credo che sia improprio calare discorsi romani sul nazionale.
Il Pd di Roma avrebbe dovuto essere commissariato tanto tempo prima di Orfini per errori politici non per questioni di rilevanza penale o civile che non mi hanno mai appassionato....
In questo senso non intendo far finta di niente ma non partecipo alla guerra insensata al tanto peggio tanto meglio: a Roma dopo che ci hanno detto chiaramente gli elettori che "dobbiamo saltare un giro" c'é bisogno di empatia con la cittadinanza e di un lavoro collettivo di ricostruzione in cui servono tutte le braccia e le menti di tutti gli iscritti comunque si schierino.
Perché dopo M5s c'é la destra riorganizzata e non la vittoria di questa o quella corrente del Pd.
Sarebbe illusorio liquidare il dibattito sul partito a Roma sconfiggendo chi ci sta antipatico politicamente....
Ne riparleremo...

Notazione che faccio con ironia: i soli due municipi in cui Andrea Orlando ha vinto, di sette voti nellXI  e di 1 nel V sono i municipi in cui faccio - nellXI- il cireneo sub commissario a Corviale Muratella , l'altro è quello dove sono nato, anche politicamente ( la mia sesta circoscrizione) in cui sono stato grazie alla cortesia degli amici e compagni,capolista. 
É un caso ma ogni tanto mi fa piacere essere nel caso( nel senso di alea....)
La cosa che mi fa piacere é aver dialogato con consenzienti e dissenzienti e averli convinti a votare per il nostro partito, l'unico in campo a fare democrazia compiuta.

Buon lavoro a tutti noi per il 30 aprile!


lunedì 27 marzo 2017

CONGRESSO PD . NEL RISPETTO DI TUTTI LE RAGIONI DI UNA SCELTA.







LETTERA APERTA DI ROBERTO DI GIOVAN PAOLO AD ANDREA ORLANDO


Caro Andrea ,
Veniamo da storie e culture differenti,
 ma da dieci anni militiamo nello stesso partito e da circa venti siamo dalla stessa parte della barricata.....non é poco.
vista la tua candidatura,non volendo certamente credere che possa tutto esaurirsi in un tentativo di mero "drenaggio a sinistra" prendo come sempre in questi anni per buone ed oneste le tue parole( come é giusto sia ) e ti rubo qualche momento della giornata per ragionare con te...

Proprio oggi ho inviato un articolo, per una volta non di cronaca politica ma di testimonianza personale ad YTALI.COM  di cui mi fa piacere condividere con te una parte perché spiega queste righe che ti indirizzo:


"................Allora dato lo scenario che mi pare consolidato mi permetto di presentare ai lettori di Ytali non una cronaca politica-una volta tanto- ma una mia opinione che deriva da due interventi di Adriana Vigneri e Aldo Garzia che mi sono portato dentro per circa due settimane e che, come spesso accade a loro, sono andati al cuore del problema del Pd al di lá delle questioni della banalità quotidiana: il partito "personale" e la necessità reale di esistenza del Partito democratico.
Ammetto che sono tra coloro che ci hanno creduto, e tanto, dieci anni fa ( e ci crederei ancora.....).
Vengo dalla sinistra Dc che é stata la "mia tribù" nella federazione di partiti che era la Dc e quando é finita quella storia ho cercato prima la mia identità politica nel Ppi e poi, dopo la ridicola espulsione di noi maggioranza da parte di Buttiglione ho abbracciato con gioia l'Ulivo  transitando con allegria al Pd  senza dar troppo conto alla transeunte Margherita.
Il Pd mi é sembrato il compimento di cose come le giunte Dc Pci, la giunta Orlando di Palermo e della sua "Primavera", il ricongiungimento delle forze della Resistenza sulla scorta della visione profetica Dossettiana , impossibile in quegli anni di guerra fredda.
E non solo, potevamo allargare perfino l'Ulivo che non aveva capito il ruolo e l'importanza dei Governi Prodi, unici a raccogliere in questi anni l'eredità dello slancio dei governi di centrosinistra morotei , dei piani industriali degli anni settanta ( per alcuni settori industriali gli ultimi fatti, sic....).
Con quello spirito ho lavorato ( e lavoro) nel Pd, vedendo con angoscia bruciare segretari, riproporre stantie idee di "ditta" del novecento, crescere l'incultura della chiusura e dell'assenza di confronto culturale che ha prodotto non solo quest'ultima improvvida scissione ( colpevole chi va e chi non ferma....) ma anche tanti addii singoli che mi hanno addolorato egualmente.
Ora siamo arrivati ad una idea personale e personalizzata di un partito che é meno dell'Ulivo, che ci sembrava stretto dieci anni fa!
Però ,e  tuttavia, caro Aldo,Adriana e Guido se posso, io continuo a credere che ne varrebbe la pena di riaprire il Pd, di rimettere indietro il nastro e ricominciare a costruire un partito nuovo, multiculturale, ovvero non senza culture o con culture a metà citate e mai approfondite, e che anzi torni con umiltà ad ascoltare ed interloquire con le culture laiche, ambientaliste, del volontariato e del terzo settore,con chi ci contesta, con chi prova rabbia per la crisi e non sa esprimerla se non di pancia.
Quel tentativo si fermò con l'addio inopinato di Veltroni ( quale che sia l'opinione sul suo operato) e la resa alle proprie identità di troppi dirigenti Pd nel prosieguo.Oggi se non si fa questo sforzo ci sarà solo uno scontro elettorale tra "sistema" ed "anti sistema" con una grande coalizione o di opposti destra sinistra o di anti Europa  anti immigrati anti tutto.
Non possiamo e non dobbiamo accettarlo. Dobbiamo allargare il gioco . Dobbiamo ricreare le condizioni per la politica di tutti, con rispetto per tutte le culture e con umiltà per quanto la politica non riesce a dare.
É dai tempi della Thatcher e di Reagan che le forze progressiste non si interrogano e non danno una risposta alla loro affermazione che " non esiste la società, solo gli individui".... Non é questo il momento né la lunghezza giusta per le ricette ma certo lo dico a me stesso, se non fai una comunità nemmeno nel tuo partito come puoi rispondere a questa provocazione semplice e lineare?
La Rivoluzione Francese disse libertà, eguaglianza e fraternità. Da oltre duecento anni su libertà ed eguaglianza si impalca il dibattito ,per ora pendente verso le destre. Non sarà il caso di far entrare in campo il terzo termine rivoluzionario, davvero rivoluzionario, della "fraternité", declinandolo ,nel 2017 con  comunitá, solidarietà,welfare  ? "

Ecco, caro Andrea, questo é un frammento della riflessione di uno. Di uno che vale uno davvero, non come certi nostri avversari. Credo  che valga la pena provare a far ripartire il Pd dai contenuti e dal confronto, anche dal conflitto, che però si definisce entro i confini del Congresso. 
Lo Statuto ci dà ampi margini per dibattere:in direzioni ed assemblee, con referendum interni e via internet eppure in questi anni le riunioni sono calate ,la voglia di confrontarsi anche di più e abbiamo sostituito la polemica personale alla franchezza  e l'approfondimento sui temi.

Caro Andrea, siamo diversi e veniamo da storie diverse, 
per fortuna,direi...
Però credo  che dopo questi anni assieme condividiamo l'idea che il partito sia uno strumento e non un fine; ma uno strumento di democrazia da costruire e mantenere con cura, dove tutti debbono sentirsi a casa loro e dove tutti devono avere il gusto di provare a fare proposte, sperimentare, ed anche sbagliare.
Io credo che anche altri che vengono dalla mia storia e da tante storie  "sperimentatrici di democrazia"  vorrebbero provare a costruire un luogo aperto a tutti e non già definito per essere semplicemente utile al Governo della società. Bisogna lasciare spazio anche al progetto del futuro, alle utopie,alle idee "mai proposte" ed alle contraddizioni del confronto e della sperimentazione.
Per questo serve un segretario arbitro e non padrone e che creda al partito, non che semplicemente "scali" il partito.
La tua proposta di candidatura mi interessa e la sottoscrivo se anche tu accetti la sfida di mischiarti con me,con la mia cultura politica  e con le culture altre, diverse dalla nostra storia: non perderemo le nostre identità ,acquisteremo di nuovo il diritto a fare del Pd un partito  e forse l'unico partito del futuro degli italiani

Con affetto 

Roberto Di Giovan Paolo


lunedì 20 giugno 2016

GOOD NIGHT AND GOOD LUCK! Auguri alla Raggi, ci vediamo al bilancio; auguri al Pd ci rivediamo al congresso;auguri a Roma ci rivediamo quando smetti di usare la pancia; auguri alla sinistra, quando torni dal Canada o da Cl c'é da lavorare....



OGGI 20 giugno 2016

oggi per me come per altri militanti é una giornata a rovescio: tornati a casa all'alba dopo il servizio ai seggi come rappresentanti di lista del proprio partito o candidato, vista la TV ed internet ed i commenti, si va a letto e ci rialza continuamente, si prendono i caffè si mangia fuori orario e si fa il bilancio ( per ora personale ci sarà tempo per allargare...).
La signora Virginia Raggi é il nuovo sindaco di Roma ed ha vinto con un mandato dei romani che é tante cose insieme: un mandato a cambiare;
un assegno in bianco tipico dei romani ;
un voto un po' nascosto di tanti ( tanti a questo punto!) che non hanno avuto il coraggio di dire ( e di dirci...)che votavano la Raggi ( e questa é una brutta caratteristica degli italiani e dei romani in particolare...ma basta ritornare ad AlbertoSordi e le sue macchiette ...per ricordarselo bene).
Tutto questo nulla toglie alla vittoria netta della Raggi.

RAGGI RAGGI RAGGI

Poiché nella mia campagna elettorale di militante non ho detto una parola sugli avversari ma solo e sempre a favore del mio candidato ,ora che la Raggi é stata eletta voglio dire due pensieri,sempre con rispetto per la persona e per il suo voto:

- credo che nonostante gli esperti di cui spero si circonderà non sia in grado di governare Roma. Dopo la conferenza stampa di ieri per la vittoria ( antidemocratica senza domande e senza un giornalista che rompesse lo schema imposto....ahi quanto ci manchi Pannella!) ne sono ancora più convinto soprattutto se confronto il discorso chiuso,buio e rancoroso della Raggi  con quello della Appendino  a Torino: aperto, rispettoso del passato della città di Torino e con anche i ringraziamenti al predecessore Fassino.

- credo anche di poter dire con certezza di lettura politica che la Raggi é di destra; di quella destra qualunquista che é la tipica pancia romana fatta di terza fila ,raccomandazioni,avvocati parafangari, liti di condominio in cui affondano le radici proprio la Roma di potere che la Raggi ( forse in buona fede) vorrebbe estirpare. 
Intanto non é accettabile dire che lei vuole superare vent'anni di malgoverno perché dentro a questi venti anni ci sono stati circa 17 anni di Roma superiore a Milano per pil e di Roma aperta al mondo  di Rutelli e Veltroni che sono indiscutibili...una cosa del genere la può dire la vecchietta sul prezzo delle zucchine o il taxista anti Uber non la candidata che si ritiene "rivoluzionaria" ....ma infatti lei é con i taxisti e contro Uber...( non che sia grave o ingiusto magari ma é insolito per una rivoluzionaria schierarsi subito con le corporazioni e l'establishment ...no?)

Dunque ,finisco con la Raggi: auguri al nuovo Sindaco  e spero che chi l'ha votata con onestà con la stessa onestá giudichi il suo operato. A cominciare dal bilancio a fine anno( ecco non cominciamo col "pippone" il bilancio io non c'entro ...é colpa di Marco Aurelio e pure Diocleziano ha speso fuori limite....quando ci si candida a Sindaco di Roma il bilancio già esiste da secoli e se vuoi governare studiatelo prima.....)

PD
Sono tornato affare il militante ed il dirigente di periferia nella battaglia più difficile e nel momento più amaro....qualcuno mi ha detto che potevo aspettare sul fiume....io non sono così. Non ho rancori.
Però mi piace chiamare le cose col loro nome....
La città ( ed anche il Paese a giudicare dal clima a Napoli e Torino.... E non solo) non ha più empatia per il progetto del Pd....
Ed é ovvio : nato per andare oltre l'Ulivo di Prodi, uno dei migliori Governi e progetti dalla nascita della Repubblica Italiana, ha ridotto le sue ambizioni negli anni perdendo pezzi ( e quasi godendo degli abbandoni) ed oggi prende il voto solo di militanti iscritti e simpatizzanti stretti.
Basta con le personalizzazioni e le "ditte" del novecento che fanno vincere solo le camarille del duemila.
Da questo punto ( ma ci tornerò in futuro...) la polemica sul partito tra Bersani e Renzi sono due facce della stessa medaglia....e non aiuta seguirli su quel terreno.
Sono sempre più convinto che serva un segretario del partito che non sia necessariamente candidato alla Presidenza del Consiglio!
Il partito deve esistere in forma moderna non del novecento e deve puntare a fare politiche indipendenti dal Governo che guardino a venti trenta anni e propongano visioni politiche lunghe ed inclusive.
Ritornare alla fondazione del Pd ed alla simpatica confusione ma creativa dell'Ulivo.

A Roma il Pd non poteva fare meglio dopo quello che è successo tra correnti infiltrate e pagate da Buzzi e co.( in alcuni casi non c'é reato penale ma il reato politic é ancora più grave per me!), la difesa acritica di Marino e poi la cacciata di Marino etc... Etc...
Come ho avuto modo di dire a voce ad alcuni amici ed anche compagni di partito per due settimane abbiamo riaperto canali con i nostri e poi nel resto della campagna elettorale non siamo riusciti ad andare oltre le mura recintate del partito: non parliamo più con chi non ci vota più ,non discutiamo più con chi ci contesta , questo rassicura umanamente ma non aiuta a riguadagnare voti oppure consenso e rispetto per la prossima volta.

A Roma il Pd va rifondato ,non solo rinnovato; bisogna fare più pulizia non meno.....e ci vorranno anni se si riapriranno porte e finestre per incontrare senza il fine del voto o dell'iscrizione il cittadino romano qualunque e con lui dialogare di nuovo per riconquistare innanzitutto stima e simpatia...poi forse con un progetto a lungo termine ....
Perché la sconfitta non nasce solo con marino.anche Marino era una conseguenza:

Nel 2008 non abbiamo voluto riflettere su una sconfitta , sulle primarie non fatte per Rutelli e sulla giunta Veltroni ed alcuni suoi limiti evidenti nella quotidianità della seconda giunta Veltroni ;
Tanto c'era Zingaretti candidato sicuro... E difatti lui annuncia a luglio la candidatura a sindaco di Roma e poi a settembre sotto l'attacco del Messaggeri e di Caltagirone ( attacco ingiustificato) fugge e ci lascia senza candidato per andare in Regione Lazio;
A quel punto si propone solo la mediatici ta: Marino ,Sassoli,Gentiloni ( in ordine di percentuali di presenza in TV .... E in quest'ordine li vota il Pd romano delle primarie...)
Il resto lo sappiamo: correntarie parlamentarie,sindacatura Marino, partito allo sbando  etc....

Onestamente,come potevamo vincere?

MEMENTO  ALL' ISCRITTO SEMPLICE,SIMPATIZZANTE,AMICO/A:

Ora ci vuole presa di fiato, umiltá,assenza di rancore, ascolto e tanto tanto cammino in silenzio .
Verrà il tempo del confronto e quando le cose vanno peggio purtroppo il peggio viene di nuovo a galla: 
ognuno,TU PURE,stavolta sarà responsabile delle proprie scelte;
se sbagli candidato, parlamentare o segretario non dare la colpa a cinque stelle ,Buzzi o il destino cinico e baro...c'entri proprio tu

Ps MEMENTO ALL'AMICO DI SEMPRE DI RIFONDAZIONE

vedi io vengo da una cultura per cui chi é seduto accanto a me é mio alleato non mio avversario...
Detto ciò o fai riflessioni serie come Sergio Bellucci che infatti é stato ingiustamente messo da parte oppure io mi interrogherei sulla pretesa di darmi del conservatore dopo che i tuoi leader hanno fatto cadere Prodi per spiegarmi che il punto di riferimento oggi è comunione e liberazione ( Bertinotti), e l'altro vive una rispettabilissima ma del tutto privata storia personale in Canada....comunque porte aperte se tornate alla politica attiva eh....

mercoledì 25 maggio 2016

COMUNE DI ROMA : LO SCONTRO VERO É TRA RANCORE ED INCLUSIONE

Non che debba fregare niente a nessuno in particolare, ma io sto facendo la campagna elettorale per il Comune di Roma e mi piace raccontare perché è per chi. 
Un memento. Prim di tutto per me.
SPIRITO DEI TEMPI
Ecco, in controtendenza con lo spirito dei tempi io penso che Roma meriti amore da tutti i candidati e dunque allo stesso modo con spirito di tolleranza e laicità io ne metto nel giudicare avversari e non nemici i concorrenti e amici dalla stessa parte quelli che a modo loro stanno nel centrosinistra.
Penso cioè che la destra sociale a Roma esiste ed è sempre esistita , che il fascismo di sinistra per così dire esista ed é la pancia della città perciò non mi scandalizzo per Casapound,Storace e la Meloni.
Semplicemente con la pancia da sola, come insegnava Menenio Agrippa, non si va da nessuna parte e gli episodi fallimentari delle giunte Storace alla Regione Lazio ed Alemanno a Roma lo certificano plasticamente. La Meloni é anche peggio: siamo ai commenti da mercato : " qui ci vorrebbero campi di grano signó; ha visto le zucchine come sono aumentate? Nun sarà che tutti 'sti immigrati ce leveno er lavoro?" . La verità é che la Meloni Sa di non andare al ballottaggio ormai ( ed é peggio per il Pd purtroppo) e dunque punta solo ad arrivare prima di Marchini. Per una battaglia interna al centrodestra per la successione di Berlusconi che non mollerà mai prima di,letteralmente alla romana: "Stirare il calzettone".
Marchini dal canto suo ha perso il treno: candidandosi col centrosinistra avrebbe messo in difficoltà il Pd dove ex Pci col magone alla fine lo avrebbero votato. A destra la pancia lo vota col fischio.....
Troppo "quartieri alti" per loro.Non lo possono soffrire. Mi sbaglierò ma per me arriva quarto.
La partita é tra cinquestelle e Giachetti.
Dico cinquestelle perché la Raggi é un ologramma. Più di qualcuno a cui ho detto "ma come voti cinquestelle, la Raggi? ", risponde  : "la Raggi chi ? Io sono incazzato nero, voto cinquestelle!" Per questo la Raggi si nasconde , perché non Sa Nulla ( e forse imparerà pure qualcosa....) ma l'unica possibilità é girare la città senza rilasciare interviste...
Giachetti a differenza del passato non é un "fenomeno" ma forse conosce la macchina amministrativa e questo potrebbe farne un buon sindaco. Molti a sinistra non vogliono votarlo per punire il Pd. 
Ora venendo da un'altra cultura di sinistra, quella della sinistra Dc, io faccio fatica  a vedere Fassina o Sel come avversari: per me rimangono possibili alleati se si vuole costruire un fronte progressista e non riesco nemmeno a capire cosa significa votare per dispetto a Renzi: se non sei d'accordo devi spiegare perché e batterlo o superarlo politicamente.
Perciò la partita vera di Giachetti é l'inclusione: riconquistare la massima parte di voto perduto.
Questo é il motivo per cui mi batto per vincere le elezioni con il Pd.
Avrei tanti motivi di dolermi del Pd romano e nazionale: le primarie/correntarie inquinate da Buzzi per esempio,che però sono colpa di Bersani e non di Renzi che ha solo raccolto un partito esangue.....
Ma la politica non é rancore ma costruzione di senso per i molti che non vedono più nella politica un luogo bello dove trovare le soluzioni.
Io continuo a credere che la Politica sia soprattutto questo. E per questo continuo a battermi.

domenica 31 gennaio 2016

Basta con i Lefevriani religiosi e laicisti. E basta con il loro Stato Etico. Il Pd approvi la legge sulle unioni civili, rimandi la step child adoption ad un provvedimento organico di riforma di tutte le adozioni e in caso sostituisca il relatore Cirinná che parla di diritti solo per i borghesucci dei quartieri bene.

Ho imparato durante il dibattito della XV legislatura sulla fecondazione assistita, che ha generato una legge mostro, fatta male, scritta peggio, foriera di infinite cause e finita con una strutturazione legislativa "Frankestein" che oggi la applica a pelle di leopardo creando il "far west" peggiore del precedente lamentato su cui si era costruita l'idea di una legge che , 
che l'idea dei nostri Padri Costituenti ( viva viva la Costituzione  e chi l'ha costruita, pensiamoci sempre mille volte prima di cambiarla!) di tenere lo Stato lontano dalla sfera intima degli esseri umani, evitando di rifare lo stato etico fascista,era una grandissima intuizione.
Me lo sono confermato durante il dibattito su Eluana Englaro che ho vissuto e sofferto da parlamentare ascoltando rozze e demagogiche posizioni da una parte o dall'altra.
Oggi ci risiamo con con la questione della legge sulle unioni civili.
Chi mi conosce credo sappia già cosa penso e nessuno  é in apprensione per il mio pensiero,la democrazia é anche sapere di non essere indispensabili.
Mi dispiace però vedere che una corretta e pacifica discussione é come al solito guidata dai fondamentalismi di parte( e non solo una parte...).
Allora sarò schematico: come detto prima se siamo antifascisti veri, siamo contro ogni stato etico.
Il mio Stato non deve indicare,ferma restando la Costituzione che indica la famiglia come nucleo naturale rispetto che so, ai Balilla o ai pionieri, ai boy scout o perfino alle forze armate,ma si riferisce ad altro problema, il modo di costruire gli affetti ad Enzo e Caterina,Francesco e Giuliano....per dire nomi a caso.
Lo Stato ,appurato che vi é una necessità civile di garantire a tutti indipendentemente dal sesso (praticato o meno) di poter assistere un morente in ospedale o di assicurare il destino di un patrimonio (fosse solo morale),ha il dovere SOLO di indicare le condizioni per cui ognuno possa vedere riconosciuto questo diritto ( che comporta anche doveri di comportamento e morali come ogni diritto). E considera -sempre lo Stato e noi- anche il costo dei diritti- ovvero il costo economico e sociale.
Il giudizio di moralità ,di liceità o di modernità non spetta allo Stato a meno che non si tratti di uno Stato Etico e questo non sarebbe certo lo Stato per cui abbiamo lottato contro il fascismo....
Detto ciò é evidente, che ferma restando la Costituzione la soluzione della legge sulle unioni civili in discussione in Parlamento sarebbe di procedere all'approvazione della parte che riguarda migliaia di coppie eterosessuali e centinaia di coppie omosessuali garantendo loro i diritti ( ed i doveri conseguenti), su cui c'é tra l'altro un consenso ed una storia nazionale che, lo ricordo, origina anche dal provvedimento da "cattolico adulto' di Romano Prodi e della Bindi ( e male e cattivi effetti politici seguirono proprio l'incertezza di allora ,va detto).
Parimenti, e per essere molto chiari, credo che il modo di di proporre diritti della Cirinná ,in particolare sulla step-child adoption e che peraltro riguarda meno di 1000 casi in Italia,sia antico e fondamentalista da "puzza al naso",tanto quanto quello degli organizzatori del Family Day: come sempre che so, che si tratti di fecondazione o di di OPG o i  borghesucci consumistico-capitalisti si danno una mano con i vandeani; i due fondamentalismi tra "Lefevriani" religiosi e laicisti si danno sempre la mano!
Conclusione,che può fare il Pd e Renzi?
Semplice, approvare la legge sulle unioni civili senza la parte sul l'adozione che va rimandata ad una legge organica che riveda anche il caos attuale della adozione internazionale e rimuova, se non accetta questo, la relatrice,sostituendola con qualcuno che sia progressista davvero e non solo per i borghesucci dei quartieri benedetta porti a casa la legge seria, sulle unioni civili che riguarda migliaia di italiani indipendentemente dai loro gusti sessuali.

sabato 3 ottobre 2015

Europa : Umberto Serafini. I piedi a terra delle idee Olivettiane



Prefazione di Roberto Di Giovan Paolo al libro in uscita in questi giorni "Adriano Olivetti e il movimento comunitá" 
Raccolta quarantennale di saggi e scritti di Umberto Serafini del 1982 ripubblicata in questi giorni dalle Edizioni di Comunitá della Fondazione Olivetti
 

Umberto Serafini, i “piedi a terra” delle idee Olivettiane
Di Roberto Di Giovan Paolo


Umberto Serafini era un tipo eccentrico, pensai, mentre uscivo dal suo ufficio di poltrone verdi anni sessanta e mobili di legno stile scuola umbertina( nel senso di Umberto primo …ovviamente).
Ero stato appena giudicato in quanto aspirante segretario generale aggiunto dell’Aiccre. Giudizio severo. Ma alla fine bonario. Fui eletto e poi divenni segretario generale di un’associazione che grazie a lui e a Gianfranco Martini ha avuto momenti di grandezza e momenti insostituibili per portare l’Italia, e l’Italia dei poteri locali soprattutto, in Europa ( e mantenni la stanza di Umberto così come era, con la sola aggiunta del computer…).
Ma Umberto Serafini era “eccentrico” poi avrei imparato a capirlo per bene, perché era “inclassificabile” : socialista per bene ma mai ideologicamente di parte, antifascista ma ligio alla Patria  e al dovere, soldato prigioniero degli inglesi, che a suo modo ammirava; soldato tra i tanti abbandonati nel delirio mussoliniano, che faceva scuola a sé e agli altri nel campo di prigionia e come tanti altri ,in esilio o in prigionia lavorava già al superamento di ciò che aveva portato alla tragedia della umanità nella seconda guerra mondiale.
Un destino comune di una generazione che ha vissuto quel dramma ma è stata anche l’ancora del novecento affinchè si costruisse quel poco di Europa, di Nazioni Unite, di istituzioni mondiali e federaliste della pace e del confronto , che tengono in piedi ancora adesso, e con fatica, un pianeta in grande evoluzione(talvolta anche involuzione,Vico docet…) sia economica che scientifica e soprattutto sociale.
Conoscevo ovviamente il federalismo ed anche Olivetti , se non altro per i miei studi universitari, però mi colpì il modo –ancora una volta ruvido e iconoclasta- con cui Umberto mi raccontava di Olivetti e delle contraddizioni dei partiti e dei movimenti che sembravano seguirlo,ma più spesso non vi riyuscivano o apertamente lo osteggiavano, e non solo per accidia o per incomprensione, ma forse anche per una sfasatura dei tempi.
Si,sfasatura dei tempi. Olivetti era allo stesso tempo contemporaneo ma anche avanti rispetto ai suoi tempi.La qual cosa forse non gli interessava o forse a volte non voleva adeguare. Su questo Umberto Serafini, che pure gli riconosceva ruolo e la guida , ha un grande merito nelle sue riflessioni su Olivetti e il Movimento Comunità: quello di ricondurre la strategia generale Olivettiana a fatto concreto, attuabile, ipotizzabile; le idee, con Serafini diventano sempre una gragnuola di attività concrete da realizzare, di compiti da distribuire, di impegni assolutamente alla portata di gruppi,associazioni, singoli.
La concretezza gli derivava dal fatto di avere portato la sua ispirazione ed i suoi ideali in mezzo agli uomini e le donne ( poche all’ epoca ma significative…) che erano impegnati nelle autonomie locali italiane ed europee: lì la polemica diventava confronto concreto, pratico; il dibattito generale cedeva il terreno a progetti, numeri, bilanci; il federalismo diveniva incontro di donne ,uomini e comunità concrete e che avevano nomi e cognomi e storie e volti .
Serafini ha avuto il regalo di appartenere ad una generazione che nella sofferenza ha trovato una strada; e certamente la fortuna di frequentare Adriano Olivetti e il Movimento Comunità ma ha aggiunto dalla sua una “vis” polemica  che, per sua natura, gli dava gusto ma che lui utilizzava anche per giungere a conclusioni, non solo per la polemica fine a se stessa.
I suoi articoli, rievocazioni, riflessioni hanno questo di bello: ti portano in India, oppure a casa di Kant, nello spazio e nel tempo e poi ti piombano immediatamente nella realtà contemporanea, che sia la costruzione del primo Parlamento Europeo oppure di un gemellaggio o del vertice europeo di Milano in cui quasi “minaccia” ( anzi direi senza il quasi),Craxi ed Andreotti all’ apice della propria fama e carriera, affinchè si adeguino ai principi ed alle scelte del federalismo per l’ Europa unita.
Insomma credo che Umberto Serafini abbia avuto il dono di rendere un servizio vero ad Adriano Olivetti ed alle sue idee: di renderle chiare, concrete, “visitabili”, senza farle divenire corrive. E’ una capacità da grande “divulgatore”, un ruolo che nei Paesi anglosassoni è considerato dono degli dei e segno di regalità ( oltre che certezza di fama e denari) mentre da noi , Paese spagnolesco e di idealismo accademico, non frutta che sorrisi di circostanza.
Ma tant’è, Umberto se ne sarebbe infischiato. E difatti se ne è giustamente infischiato. Invece io credo che la ripresa di interesse che negli ultimi anni si è accresciuta verso Olivetti ,la sua vita le sue attività ed il suo movimento debba molto all’ opera di alfabetizzazione che Umberto Serafini ha fatto quotidianamente, settimanalmente ,periodicamente .
Mi manca molto il ruvido dialogo con lui( e con Martini). 
Ho avuto anche io la mia fortuna: di imparare cose , su loro , su Olivetti, il movimento comunità,il federalismo,l’ Europa, dalla versione……. 1.0 di wikipedia ante internet:Umberto Serafini e la sua generazione. Credo che perdere In realtà guadagnare…) qualche momento su questa raccolta potrebbe servire non solo ad evitare citazioni/storpiature o false attribuzioni di pensieri ad Olivetti ( cosa che avviene in Italia ai più alti livelli vedi la frase sui guadagni del manager-capo azienda usata a sproposito e senza alcun riferimento alla fonte) ma anche ad introdurre un metodo di analisi e di lettura del passato che vive nel nostro presente sempre, anche quando silente. 
E il metodo Serafini c’è: è fatto di rigore, concretezza e anche-e soprattutto- passione.
Avercene così!




Roberto Di Giovan Paolo